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17 maggio, 2013

Web giornalismo


Non voglio fare il censore, sono contraria alla censura per principio, ma sono contraria anche alla stupidità.
Al mattino appena arrivo al lavoro e prima di buttarmi nella mischia, mi concedo 5 minuti di siti di quotidiani (2 al massimo 3), per non sentirmi fuori da mondo e leggo i titoli e a volte approfondisco se ci sono articoli degni di particolare interesse.
Titoloni centrali:
Tasso di disoccupazione giovanile, mai così elevato
PIL decrescita per sette volte consecutive: record
Crollo del mercato immobiliare, siamo tornati a 30 anni fa
Donne dopo la seconda gravidanza: quasi impossibile rientrare nel mondo del lavoro
Morti, morti sul lavoro, morti perché non c’è più lavoro.


Trafiletti laterali:
L’ex velina Pinco Palla col fidanzato calciatore: shopping sfrenato a Milano
Belen sexy-mamma con sorella al seguito: shopping sfrenato a Milano
Michelle Hunziker sfoggia il neopancino: shopping sfrenato a Milano
Messi e la fidanzata: shopping sfrenato a Milano
La modella stragnocca semisconosciuta TiziaCaia si gode le vacanze a Miami.

Eccetera.


Sono io che sono strana, o qualcosa non funziona?

15 maggio, 2013

Di calcio e d'amore


Quando sono stata in Argentina, ho chiesto stupita a mio marito chi cavolo fosse sto Messi di cui tutti avevano la maglietta.
Viene fuori che trattasi del calciatore più forte del mondo, o almeno, da tanti ritenuto tale.
Tanto per dirvi quanto mi intendo di calcio.
 
Per me il calcio è uno sport barbaro, perchè ho sempre pensato che Dio ci ha fatto le mani, che funzionano così bene, perchè cribbio dobbiamo faticare il doppio e frustrarci con uno sport dove non si devono usare?
 
Per me le squadre, a grandi linee, si divono in 2 categorie: quelle simpatiche, che di solito hanno la maglia in tinta unita e quelle antipatiche, che di solito hanno la maglia a righe.
Io tifo, ma me lo tengo per me, il mio tifo è privato. Anche perchè da 37 anni non ho motivi per scendere in piazza a festeggiare. Ma nonostante ciò il mio tifo è accorato e sanguigno, radicato e bruciante.
Il fatto è che le altre squadre mi interessano poco, mi dà abbastanza da pensare la mia.
 
Una nota sul calcio britannico. Non so perchè, ma mi affascinano i nomi degli stadi inglesi e ne conosco parecchi. Sarà perchè taaaaaaanti anni fa ho abitato per un breve periodo vicino ad uno di essi. E così ho iniziato a provare simpatia per il Fulham. Non stupitevi se non lo conoscete, è normale. Londra è grande e di squadre ne ha fin che mai. Mi piace il Chelsea, simpatia senza fondamento, per i calciatori che ci militano, perchè penso al quartiere, perchè mi piace l'azzurro, sciocchezze femminili. Però mi sta pure simpatico l'Arsenal da quando ho letto Febbre a 90.
 
Ma perchè tutta questa filippica sul calcio?

Perchè la settimana scorsa quasi mi faceva litigare con Darcy.
Perchè è l'unico argomento che mi fa litigare con Darcy.
Perchè potrei dire le peggio cose di lui, ma guai alla sua squadra.
Perchè dicono che tutto si cambia tranne la mamma e la squadra, ma forse sulla mamma c'è del margine.
Perchè mio marito è ingegnere, come può non saper contare?
Perchè poteva andargli peggio, dice lui, potevo essere interista.
Perchè nessuno è perfetto, lui questo grosso difetto se lo porterà per sempre.
 
E va bene così.
Ci si deve completare, no?
Bisogna essere le due metà della mela, quindi perchè non le metà della stessa città?
 
Forse non lo amerei così tanto, se non avessimo queste occasioni per battibeccare.

Forse non gli vorrei così tanto bene, visto che mi ama lo stesso, nonostante il mio grande difetto.
 
Forse non lo amerei così tanto, se non potessi pensare con tenerezza "Cosa ci posso fare, è così!" con la stessa tenerezza di una mamma che guarda il figlio andare a camminare dentro l'unica pozzanghera del pianeta.

14 maggio, 2013

Però è vero

Al mattino mi alzo quatta quatta, mi muovo come un gatto, i vesititi sono già pronti fuori dall'armadio. Scendo, faccio colazione, prendo il caffè, apro l'acqua della doccia....."Mamma! Mamma! mmmmmuuuuuiiiiiiuuuuuhhhh mammmaaaaaaaa!"
Ok, arrivo, per fare la doccia aspetto che arrivi la nonna. Sarà una doccia lampo e per arrivare al lavoro volerò, invece di camminare, ma tant'è.

A pranzo torno da te, che di solito hai già quasi finito, sei già alla frutta. Io mi siedo a tavola, pronta a godermi un pasto in santa pace dopo una mattinata di: "No signora, la ringrazio ma non ci interessa". Metto in bocca la prima forchettata di pasta...."Mamma, mamma, Kitty mamma!!" e mi porgi carta e matita. Disegno Kitty, mentre mastico una pasta sempre meno saporita, perchè nel frattempo devo stare attenta che non ficchi la manica nel piatto, che non ti freghi i capelli con quella lurida cicciotta manina....
In qualche modo arriviamo al caffè. Già ne pregusto l'aroma. Ma tu sei già giù dal seggiolone. Mi afferri la mano con decisione: "Mamma, mamma, mamma, mamma, mammaaaaaaaaaaaa!" e mi tiri con violenza verso il soggiorno. Provo a resistere, il caffè è sacro. "Mamma, bbuuuuaaaa, mammmaaaaa!" Ok, arrivo. Prendo il caffè seduta per terra leggendo di una interessante festa in maschera a casa di Peppa Pig. "Mamma, icco, icco, mamma, icco!" Va bene, metto anche il disco di Peppa Pig...dicono che aiuti la digestione.

Vado al lavoro.

Torno dal lavoro.

Cerco di
1. Cambiarmi. Tu mi segui, sei la mia ombra, in camera, in bagno, ovunque.
2. Bagnare le piante. Tu mi pedini, col tuo annaffiatoio (vuoto), ovviamente di Hello Kitty, segui e ripeti tutti i miei gesti, salvo avere la grazie di un rinoceronte perciò alcuni rami dei gerani passano a miglior vita dopo il tuo passaggio, piccola unno-femmina.
3. Preparare la cena. Ma tu sei avvinghiata ai miei polpacci, ti stacchi solo per andare a prendere matite senza punta e intimarmi di temperartele. Non è preparare la cena, è una corsa a ostacoli.

La cena è servita.
"Ballerina, vuoi la pasta?" (tanto quello c'è)
"No"
"Il risotto" (tanto non c'è)
"No, no pappa"
"Vuoi il prosciutto?"
"MMMmm no, no pappa!"
Poi per fortuna, vinci la quotidiana diffidenza e ti scofani l'impossibile, perchè in fondo, hai fame.
Ma guai, guai a farti vedere un'oliva. Manco da lontano, perchè il mondo scompare, pure tua madre. Esistete solo tu e le olive. Che diventano primo, secondo, contorno e frutta.

Dopo cena, finalmente, abbiamo tempo di giocare insieme un'oretta. Mi dedico a te sul serio. Io sono a pezzi, ma ce la metto tutta. Disegno Kitty, leggo e rileggo storie che so a memoria, ascolto cd terrificanti, costruisco casette, scrivo parole. Mi si chiudono gli occhi, vorrei potermi buttare sul letto.

Però è vero, che quando tu mi sorridi, mi tendi le manine, appoggi la tua faccina alla mia, è vero che tutto quanto viene ripagato. E' vero che quando mi corri incontro e mi abbracci le gambe, un po' di stanchezza se ne va. E' vero che quando i tuoi occhioni sorridono d'amore per me, non conta più nient'altro.